Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/457

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trentesimosecondo 451


4
     Per tutto ’l regno fa scriver Marsilio
gente a piedi e a cavallo, e trista e buona.
Per forza e per amore ogni navilio
atto a battaglia s’arma in Barcelona.
Agramante ogni dí chiama a concilio:
né a spesa né a fatica si perdona.
Intanto gravi esazioni e spesse
tutte hanno le cittá d’Africa oppresse.

5
     Egli ha fatto offerire a Rodomonte,
perché ritorni (et impetrar nol puote),
una cugina sua, figlia d’Almonte,
e ’l bel regno d’Oran dargli per dote.
Non si volse l’altier muover dal ponte,
ove tant’arme e tante selle vote
di quei che son giá capitati al passo
ha ragunate, che ne cuopre il sasso.

6
     Giá non volse Marfisa imitar l’atto
di Rodomonte: anzi com’ella intese
ch’Agramante da Carlo era disfatto,
sue genti morte, saccheggiate e prese,
e che con pochi in Arli era ritratto,
senza aspettare invito, il camin prese:
venne in aiuto de la sua corona,
e l’aver gli proferse e la persona.

7
     E gli menò Brunello, e gli ne fece
libero dono, il qual non avea offeso:
l’avea tenuto dieci giorni e diece
notti sempre in timor d’essere appeso;
e poi che né con forza né con prece
da nessun vide il patrocinio preso,
in sí sprezzato sangue non si volse
bruttar l’altiere mani, e lo disciolse.