Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/464

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458 canto


32
     (credea il Guascon quel che dicea, non senza
cagion; che ne l’esercito de’ Mori
openione e universal credenza,
e publico parlar n’era di fuori.
1 molti segni di benivolenza
stati tra lor facean questi romori;
che tosto o buona o ria che la fama esce
fuor d’una bocca, in infinito cresce.

33
     L’esser venuta a’ Mori ella in aita
con lui, né senza lui comparir mai,
avea questa credenza stabilita;
ma poi l’avea accresciuta pur assai,
ch’essendosi del campo giá partita
portandone Brunel (come io contai),
senza esservi d’alcuno richiamata,
sol per veder Ruggier v’era tornata.

34
     Sol per lui visitar, che gravemente
languia ferito, in campo venuta era,
non una sola volta, ma sovente;
vi stava il giorno e si partia la sera:
e molto piú da dir dava alla gente,
ch’essendo conosciuta cosí altiera,
che tutto ’l mondo a sé le parea vile,
solo a Ruggier fosse benigna e umile);

35
     come il Guascon questo affermò per vero,
fu Bradamante da cotanta pena,
da cordoglio assalita cosí fiero,
che di quivi cader si tenne a pena.
Voltò, senza far motto, il suo destriero,
di gelosia, d’ira e di rabbia piena:
e da sé discacciata ogni speranza,
ritornò furibonda alla sua stanza.