Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/468

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462 canto


48
     Tolse il destrier ch’Astolfo aver solea.
e quella lancia d’or, che, sol toccando,
cader di sella i cavallier facea.
Perché la le diè Astolfo, e dove e quando,
e da chi prima avuta egli l’avea,
non credo che bisogni ir replicando.
Ella la tolse, non però sapendo
che fosse del valor ch’era, stupendo.

49
     Senza scudiero e senza compagnia
scese dal monte, e si pose in camino
verso Parigi alla piú dritta via,
ove era dianzi il campo saracino;
che la novella ancora non s’udia,
che l’avesse Rinaldo paladino,
aiutandolo Carlo e Malagigi,
fatto tor da l’assedio di Parigi.

50
     Lasciati avea i Cadurci e la cittade
di Caorse alle spalle, e tutto ’l monte
ove nasce Cordona, e le contrade
scopria di Monferrante e di Clarmonte,
quando venir per le medesme strade
vide una donna di benigna fronte,
ch’uno scudo all’arcione avea attaccato;
e le venian tre cavallieri a lato.

51
     Altre donne e scudier venivano anco,
qual dietro e qual dinanzi, in lunga schiera.
Domandò ad un che le passò da fianco,
la figliola d’Amon, chi la donna era;
e quel le disse: — Al re del popul franco
questa donna, mandata messaggiera
fin di lá dal polo artico, è venuta
per lungo mar da l’Isola Perduta.