Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/480

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474 canto


96
     Di sí belle figure è adorno il loco,
che per mirarle oblian la cena quasi,
ancor che ai corpi non bisogni poco,
pel travaglio del dí lassi rimasi,
e lo scalco si doglia e doglia il coco,
che i cibi lascin raffreddar nei vasi.
Pur fu chi disse: — Meglio fia che voi
pasciate prima il ventre, e gli occhi poi. —

97
     S’erano assisi, e porre alle vivande
voleano man, quando il signor s’avide
che l’alloggiar due donne è un error grande
l’una ha da star, l’altra convien che snide.
Stia la piú bella, e la men fuor si mande,
dove la pioggia bagna e ’l vento stride.
Perché non vi son giunte amendue a un’ora
l’una ha a partire, e l’altra a far dimora.

98
     Chiama duo vecchi, e chiama alcune sue
donne di casa, a tal giudizio buone;
e le donzelle mira, e di lor due
chi la piú bella sia, fa paragone.
Finalmente parer di tutti fue
ch’era piú bella la figlia d’Amone;
e non men di beltá l’altra vincea,
che di valore i guerrier vinti avea.

99
     Alla donna d’Islanda, che non sanza
molta sospizïon stava di questo,
il signor disse:— Che servián l’usanza,
non v’ha, donna, a parer se non onesto.
A voi convien procacciar d’altra stanza,
quando a noi tutti è chiaro e manifesto
che costei di bellezze e di sembianti,
ancor ch’inculta sia, vi passa inanti.—