Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/187

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quarantesimo 181


16
     Astolfo dá l’assunto al re de’ Neri,
che faccia a’ merli tanto nocumento
con falariche, fonde e con arcieri,
che levi d’affacciarsi ogni ardimento;
sí che passin pedoni e cavallieri
fin sotto la muraglia a salvamento,
che vengon, chi di pietre e chi di travi,
chi d’asce e chi d’altra materia gravi.

17
     Chi questa cosa e chi quell’altra getta
dentro alla fossa, e vien di mano in mano
di cui l’acqua il dí inanzi fu intercetta,
sí che in piú parti si scopria il pantano.
Ella fu piena et atturata in fretta,
e fatto uguale insin al muro il piano.
Astolfo, Orlando et Olivier procura
di far salir i fanti in su le mura.

18
     I Nubi d’ogni indugio impazïenti,
da la speranza del guadagno tratti,
non mirando a’ pericoli imminenti,
coperti da testuggini e da gatti,
con arïeti e loro altri instrumenti
a forar torri, e porte rompere atti,
tosto si fèro alla cittá vicini;
né trovaro sprovisti i Saracini:

19
     che ferro e fuoco e merli e tetti gravi
cader facendo a guisa di tempeste,
per forza aprian le tavole e le travi
de le machine in lor danno conteste.
Ne l’aria oscura e nei principii pravi
molto patîr le battezzate teste;
ma poi che ’l sole uscí del ricco albergo,
voltò Fortuna ai Saracini il tergo.