Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/197

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

quarantesimo 191


56
     Lo ’nvito di Gradasso e d’Agramante
e di Sobrino in publico fu espresso,
tanto giocondo al principe d’Anglante,
che d’ampli doni onorar fece il messo.
Avea dai suoi compagni udito inante,
che Durindana al fianco s’avea messo
il re Gradasso: onde egli, per desire
di racquistarla, in India volea gire,

57
     stimando non aver Gradasso altrove,
poi ch’udí che di Francia era partito.
Or piú vicin gli è offerto luogo, dove
spera che ’l suo gli fia restituito.
Il bel corno d’Almonte anco lo muove
ad accettar sí volentier lo ’nvito,
e Brigliador non men; che sapea in mano
esser venuti al figlio di Troiano.

58
     Per compagno s’elegge alla battaglia
il fedel Brandimarte e ’l suo cognato.
Provato ha quanto l’uno e l’altro vaglia;
sa che da trambi è sommamente amato.
Buon destrier, buona piastra e buona maglia,
e spade cerca e lancie in ogni lato
a sé e a’ compagni: che sappiate parme,
che nessun d’essi avea le solite arme.

59
     Orlando (come io v’ho detto piú volte)
de le sue sparse per furor la terra:
agli altri ha Rodomonte le lor tolte,
ch’or alta torre in ripa un fiume serra.
Non se ne può per Africa aver molte;
sí perché in Francia avea tratto alla guerra
il re Agramante ciò ch’era di buono,
sí perché poche in Africa ne sono.