Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/222

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216 canto


72
     Or Brandimarte che vide per terra
il re Sobrin, non l’assalí altrimente,
ma contra il re Gradasso si disserra,
ch’avea abbattuto Orlando parimente.
Tra il marchese e Agramante andò la guerra
come fu cominciata primamente:
poi che si roppon l’aste negli scudi,
s’eran tornati incontra a stocchi ignudi.

73
     Orlando, che Gradasso in atto vede,
che par ch’a lui tornar poco gli caglia;
né tornar Brandimarte gli concede,
tanto lo stringe e tanto lo travaglia;
si volge intorno, e similmente a piede
vede Sobrin che sta senza battaglia.
Vèr lui s’aventa; e al muover de le piante
fa il ciel tremar del suo fiero sembiante.

74
     Sobrin che di tanto uom vede l’assalto,
stretto ne Tarme s’apparecchia tutto:
come nocchiero a cui vegna a gran salto
muggendo incontra il minaccioso flutto,
drizza la prora; e quando il mar tant’alto
vede salire, esser vorria all’asciutto.
Sobrin lo scudo oppone alla ruina
che da la spada vien di Falerina.

75
     Di tal finezza è quella Balisarda,
che l’arme le puon far poco riparo;
in man poi di persona sí gagliarda,
in man d’Orlando, unico al mondo o raro,
taglia lo scudo; e nulla la ritarda,
perché cerchiato sia tutto d’acciaro:
taglia lo scudo e sino al fondo fende,
e sotto a quello in su la spalla scende.