Pagina:Attilio Brunialti - La vera democrazia.djvu/11

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la vera democrazia 9


dusse violentemente in sue mani, fa la prima vittima del violato ordine giuridico.

V.

La Chiesa cristiana primitiva suole venirci talvolta descritta dagli storici come una democrazia schietta e purissima. Per verità le classi diseredate si affrettarono ad abbracciare il nuovo culto, che le riabilitava, le elevava, porgeva loro tanti aiuti, tanti conforti. Ciascuno portava il piccolo aver suo, mettevano tutto in comune, e il dividendo era proporzionato ai bisogni. In questa grande opera di beneficenza e di mutuo soccorso, uomini e donne portavano le diverse virtù e associavano l’opera loro per lenire le umane miserie. «La moltitudine dei fedeli, come dice l’Apostolo, aveva un solo cuore, ed un’anima sola; nessuno considerava quanto possedeva come proprio, perchè di tutte cose godevano assieme. Così non vi erano poveri in mezzo a loro; quelli che avevano case o campi le vendevano e portavano il prezzo ai piedi degli Apostoli; poi si facevano le parti secondo i bisogni d’ognuno. Ed ogni giorno spezzavano il pane in pieno accordo, colla gioia e la semplicità nel cuore».

V’è però una differenza profonda tra questa democratica Chiesa degli Apostoli, e certe utopie che ci vien ripetendo il nostro dottor Dulcamara, certe utopie onde in più d’una rivoluzione si è tentato l’esperimento, quando, passando per la Corte d’Assise, non riuscirono al carcere o al manicomio. Il comunismo cristiano, aveva una base religiosa; era un sentimento di abnegazione, una fede ardente in un sublime ideale. Quegli uomini semplici e buoni con una scienza profonda, perchè veniva dal cuore, gettarono le basi delle due grandi virtù cristiane, la carità, la fraternità universale. Il cristianesimo primitivo si affermava contro il mondo romano, a guisa di una grande associazione di poveri, fondata su questa idea, che ciascuno ha diritto nulla più che al necessario, e deve dare il superfluo a chi non ha il necessario. Ma per riuscire a regnare sul mondo, il Cristianesimo primitivo è costretto a modificare le tendenze native, a correggere il programma originale, e così il primitivo ordinamento si chiarisce impossibile, nei limiti della sua azione sociale, ed anzi in quelli stessi della sua azione religiosa.

Ma intanto una grande barriera era caduta. Indarno il feudalismo irrigidirà la gerarchia sociale; indarno la Chiesa aspirerà all’impero universale; indarno i monarchi si foggeranno il potere assoluto. L’umile servo della gleba può ormai sedere sacerdote fra i nobili, sovrastare ad essi, imporsi agli stessi monarchi; il