Pagina:Attilio Brunialti - La vera democrazia.djvu/8

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6 la vera democrazia


è una democrazia anche quella, la più schietta e pura, secondo il concetto che alcuni se ne formano nella mente. Ma l’infanzia dell'umanità è come la nostra, o signore. Chi di voi non è entrata in un Asilo d’infanzia, o meglio, non ha visto insieme bimbi di condizioni sociali le più diverse? anche loro sono tutti liberi, tutti eguali, tutti felici; i loro capriccietti non hanno limiti fuor delle piccole forze; non hanno coscienza della ricchezza e delle disuguaglianze che ne derivano; sorridono beati davanti alla gioja come davanti alla sventura; s’impacciano ad esprimere i loro sentimenti e i loro bisogni. Più di un viaggiatore ha provato tra popoli selvaggi quel senso dolcissimo e mesto che noi proviamo in un Asilo d’infanzia; ma soltanto al nostro dottor Dulcamara può sorridere l’idea che l’umanità sia trasformata in un Asilo di grandi e grossi bambini, antipatici e nojosi, quanto sono cari i piccini.

III.

La società primitiva si trasforma, il progresso agisce su di essa, nasce e si sviluppa la coscienza dello Stato, il quale obbedendo a forze diverse, assume diverse forme. Aristotile, che è stato il più gran maestro di politica dell’antichità, ed ha scritto cose ancora oggi non superate, distingueva i Governi in buoni e cattivi. Se un re, se alcuni ottimati od il popolo reggono lo Stato nell’interesse di tutti, allora abbiamo la monarchia, l’aristocrazia, la repubblica, governi buoni; se lo reggono nel proprio interesse, queste forme diventano dispotismo, oligarchia, democrazia. La democrazia pel gran filosofo, era una degenerazione illegittima della repubblica, quando pigliano il sopravvento i nulla tenenti, i Ciompi, le plebi, e governano nell’interesse d’una parte sola, la meno intelligente del popolo. Però la fortuna della parola democrazia, mutò subito; già Erodoto, Tucidide, Polibio l’avevano usata nel buon senso; i traduttori di Aristotele diedero alla degenerazione della democrazia il nome di oclocrazia, e noi diciamo più comunemente demagogia. Il qual nome è più appropriato, perchè le plebi sono sempre trascinate a prorompere da quelli che dei loro bisogni e dei loro furori, degli istinti e delle legittime aspirazioni fanno sgabello a vanità malsane, ad ambizioni feroci, ad insaziabili cupidigie.

Gli storici della democrazia passano sull’antico e sul nuovo oriente, dove l’arbitrio domina sempre negli Stati destinati a corrompersi, impacciando lo sviluppo economico, politico e sociale. Così non hanno sufficienti documenti per giudicare a qual grado pervenisse il potere popolare nella Fenicia ed a Cartagine. Ma sulla