Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/41

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38 parte prima

levasse in piedi e che dicesse ciò che gli aggradava. Egli levato suso e ne la turba fatto silenzio, in questo modo a parlar cominciò: — Due cose sono, sacratissimo prencipe, che senza dubio veruno a le mobil onde del mare e a la instabilitá dei venti in tutto rassimigliano, e nondimeno infinita è la schiera degli sciocchi che quelle con ogni cura e diligenza ricercano. Io intendo dire che il piú de le volte cosí è. Dico adunque che queste due cose tanto da ciascuno bramate sono grazia di signore e amor di donna, e queste sí sovente il vero servidor ingannano, che a la fine altro che penitenza egli non ne riporta. E per cominciar dal caso de le donne, le quali, come communemente si dice, il piú de le volte al lor peggior s’appigliano, tu vedrai un giovine bello, nobile, ricco, vertuoso e di molte doti dotato, che prenderá per sua suprema donna una giovane, e quella con l’istessa fede che a li dèi si deve servirá e onorerá ed ogni voglia di lei farà sua; nondimeno amando, servendo e pregando, tanto non potrá fare che egli si veggia in grazia de la sua donna, e per il contrario amerá un altro d’ogni vertú privo, e quello di se stessa fará possessore, né guari in questo stará, che cacciato questo piglierá il primo, ma mobile e disdegnosa, quando l’averá a le stelle levato, mossa da naturale instabilitá quello lascierá tomare fin ne l’abisso. E chi di queste varietá a lei dimandasse la ragione, altro non saperebbe ella rispondere, se non che cosí le piace, di modo che rade volte avviene che un vero amante possa fermar il piede, anzi vede la sua vita esser quinci e quindi dal volubil vento donnesco agitata. Vedrai altresí ne le corti dei regi e prencipi uno in favor del suo signore, che parrá proprio che ’l padrone senza lui non sappia far né dir cosa alcuna, e nondimeno quando egli con ogni industria e fatica si sforzerá di mantenere od agumentar la grazia del suo signore, eccoti l’animo del signor cangiato e ad un altro rivolto; e questi che dianzi era il prim’uomo di corte, si trova esser in un momento l’ultimo. Vi sará poi un sollecito diligente ed assiduo al servire, pratico in tutti gli essercizi di corte, e che vie piú le cose del suo signor curerá che la vita propria, ma il tutto fa indarno, perciò che mai non è rimeritato