Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, III.djvu/86

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NOVELLA XXII 83 e che eglino pestano acqua nel mortaio e lavano i matoni. Non sono come è costei, sdegnose, superbe, capricciose e piene di mille tristi vezzi. Non vedi che questa che tu segui non si cura di te, e meno cura che tutto il mondo sappia che per lei tu faccia si strana e penosa vita? E" il tutto avviene per ciò che ella in sé non ha né costumi né gentilezza. Questa sua beltà che tu tanto apprezzi è come un fiore, che il matino bello appare e la sera languido e secco si mira. Un poco di febre e il corso del tempo ogni bellezza le involeranno, e resterà un pezzo di carne senza bene alcuno. Dunque una semplice bellezza senza il fregio di qualche vertù terrà l’animo tuo si vituperosamente legato? Perdonami, fràtemo, e odi pazientemente il vero. Veggio che tu ti adiri, ché il viso tuo cangiato me ne dà indizio. Turbati e adirati quanto vuoi, ché poi che ho cominciato a scoprirti l'error tuo, io seguirò il camino col lume de la verità. E se tu metti un poco da canto questa tua amorosa passione che ti acceca, vederai che io dico il vero, e se ben adesso mi vuoi forse male, col tempo me ne vorrai bene, ché a lungo andare questa tua pazienza infinita resterà vinta e conoscerai da te stesso l'errore ove sarai tanto tempo dimorato. Ma questi tali pentimenti sono di poco profitto. Quello che il tempo, che è padre de la verità, ti farà col suo veloce corso conoscere, fa’che .tu con la prudenza tua ora conosca, e sarai da tutti commendato. Ov’è l’ingegno tuo? ove è il valore? ove è l’avvedimento e il discorso de l’intel¬ letto che tante fiate ne l’imprese marziali t’ha fra gli altri fatto tanto di onore? ov’è il pregio de la tua cavalleria che hai acquistato, non farneticando dietro a femine e a vani amori, ma operando cavalerescamente? ove sono tante altre doti tue che in questa corte ti fanno cosi riguardevole ? Certo che di te troppo mi duole, e troppo mi spiace vederti perduto come ti veggio. Né voglio già ora diventar un frate e predicarti la castità e l’abor¬ rire tutte le donne, ché so che sei ancor giovine e che diffidi cosa è a chi vive delicatamente e in libertà astenersi dagli abbrac¬ ciamenti de le donne. Io vorrei che tu amassi ove l'amor tuo fosse ricambiato, o almeno avessi speranza dopo la fedel e lunga servitù aver qualche guiderdone. Ma tu ami costei che