Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/278

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NOVELLA XXII 275 con la sua Rosina a starsi seco quella notte, perciò che il ma¬ rito era ito a Binasco per certi suoi affari, che egli caminando si senti movere il corpo. Il perché, essendo vicino agli avelli del marmo che sono nel cimiterio di Sari Simpliciano, s’appoggiò per scaricarsi il ventre ad uno di quegli antichi avelli che aveva il coperchio mezzo rotto, e quivi fece il suo bisogno. Era quivi dentro entrato d'un quarto d’ora innanzi un buon compagno, il quale, essendosi incontrato in monsignorino Estor Vesconte, che quella sera era restato fuori nel borgo con più di cento dei suoi, si pensò aver dato del capo ne la guardia del capitano di giustizia. Egli, sentendo colui che scaricava il peso del ven¬ tre, per fargli paura, disse con una orrenda e spaventosa voce: — Oibò, quanta puzza è chilò ! — Il dire de le parole e il per¬ versare e indiavolar dentro la sepoltura fu tutto a un tempo. Ambrogiuolo, sentendo queste voci cosi a Pimproviso, saltò in piedi e tirate sù le calze, pensando che i morti avessero par¬ lato, cominciò a fuggire quanto le gambe il potevano portare; e colui che ne l’arca s'era appiattato saltò fuori ed urlando e braveggiando gli andava dietro. Ma il buon Ambrogiuolo non andò guari che incappò ne la compagnia del signor Estor, che a mezzo il borgo attendeva il padrone che era ito a giacersi per due ore con una bella giovane. Egli, pensando essere in mezzo de la guardia del capitano di giustizia, diceva tremando: — Si¬ gnore, io non ho arme e vommene fuggendo, ché il diavolo è salito fuori d'una sepoltura e mi voleva inghiottire. — Quelli, de la téma di costui avvedutisi, cominciarono, bravando, minac¬ ciarlo che lo volevano mena.r in prigione se non diceva loro ciò che andava a quell’ora facendo. Il povero uomo gli disse il tutto e nomò la giovane che andava a trovare. Era in quella brigata uno che conosceva la Rosina, il quale più minutamente volle sapere come stava la pratica e il segno che faceva quando la notte voleva entrar in casa. Il cattivello, temendo di peggio, non gli celò cosa alcuna. Alora quello che conosceva la Rosina, chiamato da parte un suo compagno, lo pregò che per due ore tenesse Ambrogiuolo con buona guardia, perciò che egli vo¬ leva andar a provare la sua ventura. Il compagno gli promise