Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/279

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PARTE TERZA d’ intertenerlo, e legatolo con una corda d’archibugio, lo tenne sempre appresso di sé. L’altro, avendo inteso il modo che lo amante teneva per entrar in casa de la Rosina, non diede indu¬ gio a la cosa, ma dritto a la stanza di lei se n'andò e, dando gli imparati contrasegni, senti che l’uscio fu aperto, ed entrò dentro. Ella era a letto né ancora aveva ammorzata la lucerna, aspet¬ tando il suo amante. Ma come ella vide in luogo del suo Am- brogiuolo quest’altro, la cattivella restò tutta stordita. Nondimeno colui che era entrato le seppe si ben dire e fare, che d'accordio entrarono in letto e con gran diligenza batterono la lana, a ciò che il marito ritornando avesse da fare de le berrette. Il giovine, dapoi che cinque fiate ebbe bene scardazzata la lana, si parti e, giunto a la compagnia, fece rilassare Ambrogiuolo, il quale andò di lungo a ritrovare la sua Rosina; la quale, sentendo il segno, gli aperse e molto lo garrì che tanto l'avesse fatta aspet¬ tare. Ma egli, scusandosi, le narrò com’era stato prigione de la guardia e scappato, e che prima era stato a gran periglio per un morto che l’aveva assalito, e su questo diceva le più belle pappolate del mondo. Ed entrando con la Rosina in letto, la lana, che era molto bene lavata, di nuovo inacquò più volte e la scardazzò molto largamente.