Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/132

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fratello! Ma ti ho amato anche di più, pensando che tu eri più grande, più generoso di me, e che io non avrei saputo fare quello che hai fatto tu, con tanta semplicità, con tanto eroismo. Sì, lasciami dire tutto quello che io penso di te, e che ho dovuto tener chiuso qua dentro, senza neanche sperare che avrei potuto dirtelo un giorno. Senti, Cesare, amico e fratello mio, se mi fosse dato di versare per te fin l'ultima goccia di sangue, ancora non mi parrebbe di averti pagato il mio debito di riconoscenza.

— Sempre lo stesso entusiasmo! — esclamò Cesare Gonzaga. — E sei un banchiere!

— Sì, un banchiere, ma che per ciò? Ho seguita la via de' miei vecchi; ma il cuore non ha potuto mutarsi. Veramente, — soggiunse il Manfredi, — per i tempi che corrono, mi sono ingegnato di nasconderlo, come si nascondono i tesori e i difetti, o le virtù che fanno ridere. Che giorni, amico mio! E come ce l'hanno barattata fra le mani, questa patria, che avevamo immaginato di far così grande e così bella! Va tutto alla peggio,