Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/13

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sco; la vicinanza della stazione, con ogni cosa che possa tornarvi bisognevole: il volare in cambio di andare e il farla da uccelli senza la fatica del lungo remeggio; infine, la varietà continua dei luoghi, dei visi e delle parlature; è questa forse la prosa?

Per me, il viaggio in carrozza m’ha sempre avuto l’aria d’un uscire di civiltà per affondarsi nella barbarie, laddove il viaggiare in ferrovia mi sembra il passar di continuo da un centro di civiltà ad un altro, e su terreno comune ad ambidue, prolungato da luogo a luogo per tenui ma sicure fila, le quali ogni giorno s’addoppiano, si moltiplicano e s’intrecciano in cosiffatta guisa, che un seicentista redivivo le chiamerebbe una rete di ferro da pigliarci dentro il gran mostro della barbarie, per mandarla finalmente al Museo.

Cotesto è un dirvi chiaro abbastanza che