Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/196

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La contadina ci accolse sorridendo. Quella poveretta non aveva certamente avuto col suo uomo tutti quegli armeggiamenti, che sono la quintessenza degli amori tra le persone a modo; ma i suoi dispettucci, le sue collere passeggiere, le sue paci, perchè no? Il sorriso benevolo che le stava sul volto voleva dirci senz’altro: conosco e so compatire; pensiero gentilissimo che quel gran mago di Virgilio ha espresso in una frase regale, per metterla sulle labbra della sua bella e infelice Didone.

— Venite; — diss’ella poscia; — avrete bisogno di riposare. —

E sollevando dal desco una lucernina d’ottone a quattro beccucci, che era un grande sfoggio per la sua casa, la contadina c’invitò a tenerle dietro per una scaletta interna, che metteva al pian di sopra. Io mi affrettai a seguirla, dando il braccio alla mia compa-