Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/198

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È un piccolo paradiso. Sentite, amica mia? Ci sa di gigli.

— Ah, sì; — soggiunse la contadina; — ho mandato il mio Cesarino a coglierne due ciocche, per metterle là sul canterano, davanti alla custodia di Santa Rosa. —

Difatti, sul coperchio di un cassettone di legno, che era in fondo alla camera, si vedeva una certa scarabattola di cristallo, entro la quale era raffigurata una grotta, con una monachella sdraiata, in atto di dormire; il tutto foggiato di cartapesta, salvo la testa e le mani della santa, che erano di cera, e le rose, i gelsomini, ond’era tutta fiorita la spelonca, che erano di tela colorata.

— E muove gli occhi; — entrò a dir Cesarino, che ci era venuto alle costole.

Così dicendo, il ragazzo era andato a tirare un congegno su d’un lato della custodia, per farmi vedere che la monachella apriva