Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/233

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mia posta, più vario, più bello e meglio ordinato del loro. Ma c’è chi non bada a sè, ve l’ho detto. Però l’amore odia il volgo profano e lo respinge da sè; l’amore ama la solitudine, dove può spandersi a suo bell’agio, dove ogni cosa è per esso, dov’è esso ogni cosa. Avete veduto mai la campagna attraverso i cristalli colorati d’un chiosco? È questo, mi direte, un brutto scherzo che si fa alla campagna. Ma non parliamo della natura, che è bella da sè; parliamo dell’arte, che è brutta, il più delle volte, assai brutta; parliamo di quel suo bruttissimo frutto, che è una grande città. Davanti ai cristalli del mio chiosco, hanno un bel raggrupparsi le case, un bel soverchiarsi i tetti, cozzar le forme, e strillare le tinte; un sol colore vela ai miei occhi ogni cosa. Scegliete la vostra tinta; vi piace l’azzurro? Eccovi la città tutta azzurra. Il roseo? eccovi tutto del color delle