Pagina:Barrili - I rossi e i neri Vol.2, Milano, Treves, 1906.djvu/286

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Diana. Consenti un tantino di vanità alla dea; ella non era scontenta della sarta, nè del parrucchiere, nè di sè stessa. Giunta a mala pena in teatro, da ogni parte, gli occhi si volsero a lei, e alle sue orecchie giunse quel sussurro che è segno d’ammirazione, e a noi, povere mortali, è più grato che non l’incenso agli Dei.

"Il nostro palchetto è in prima fila, dei più lontani dalla scena, ottimo per vedere, e più ancora per essere veduti. Figurati dunque come fosse facile guardare la tua amica da ogni punto del teatro, e come tutti i cannocchiali fossero in moto. Questo era preveduto; alcune nostre dame, nelle loro visite del mattino, le avevano bisbigliato così a fior di labbra, tra il complimento e la stizza, ch’ella era aspettata. Aspettata, sì certo, e assai più ch’esse non argomentassero nel dirlo. Il piano e le alture circostanti avevano l’aria d’un parco d’artiglieria; tutti gli occhi e gli occhialini erano rivolti su lei; fulminata da cinque ordini di batterie, fulminata dagli scanni, fulminata dalle panche, fulminata dal rimanente dell’emiciclo.

"Fuori di celia, pare che tutti quei signori non la trovassero brutta, e si degnassero di mostrare il loro gradimento. Dovunque ella volgesse lo sguardo, incontrava sguardi fissi su lei; e questo cominciò ad infastidirla non poco. Vedendosi, o, per dir meglio, sentendosi guardata in tal guisa, ella non sapeva più da qual banda voltarsi; il suo collo, gli omeri e le braccia nude arrossivano. Immagina la sua confusione, quale e quanta doveva essere, la prima volta che si vedeva in mostra a quel modo. Metter soverchia attenzione allo spettacolo, era forse disdicevole; starsene troppo colla persona rivolta nell’interno del palchetto, le pareva scortese; insomma, ella era sulle spine, e potè dire in cuor suo, come quel re da tragedia: oh, quanto pesa la gloria!

"Tu ridi? Dovevi essere al mio posto, e ti sarebbe accaduto peggio, bellissima tra le belle! Che ti dirò adesso? La tua buona amica avrebbe voluto trovare un punto, un punto solo di quell’ampio recinto, su cui poter posare gli sguardi. Presso a lei c’era conversazione animata tra suo marito e tre signori venuti a farle visita. Sai che Antoniotto parla bene, e, come tutti coloro che parlano bene, non è avaro della sua eloquenza. I tre visitatori erano tutti nella discussione; io non avevo niente da fare, e volgevo gli occhi qua e là, con aria che voleva parere sbadata. Ed ecco che mentre guardavo a quel modo (tu vedi che ho finalmente abbandonata la terza persona del singolare) m’addiedi in una testa,