Pagina:Barrili - La legge Oppia, Genova, Andrea Moretti, 1873.djvu/101

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atto terzo 97


dallo sfarzo della ricca matrona, chiederà nuovi ornamenti all’esausto marito. Negherà egli; ma, non dubitate, ella troverà un altro che dica: son qua. E avremo corruzione maggiore. Conservate il freno sapiente della legge Oppia, o Quiriti; che non v’accada come colle fiere selvatiche, istizzite da lunga prigionia, che, appena lasciate, più feroci diventano. E gli Dei faccian prospero ciò che sarà da voi decretato.

Erennio

(da sè in disparte)

Che oratore! Se avessi potuto parlar io così a mia moglie, come l’avrei fulminata, annichilita! In quella vece!...

Catone

Questo è il concetto; che te ne pare, Valerio?

Valerio

Robusto.... incalzante....

Catone

E che cosa si potrebbe rispondere? dico io; che cosa? Parole, sì, ed ornate; ma ragioni, no certo.

Valerio

Eh.... potrei dirtelo io, che cosa si risponderà.... debolmente...

Catone

Di’ pure, alla libera. E’ sarà un esercizio per me.