Pagina:Barzini - Dal Trentino al Carso, 1917.djvu/196

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186 il san michele espugnato


È uno slavo, alto, pallido, bruno. Parla la nostra lingua, risponde pacatamente alle domande. Racconta così le impressioni dell’altra parte:

«L’offensiva italiana? Sì, era aspettata! Il generale Boroevic aveva emanato un ordine del giorno ai comandi avvertendo che gli italiani si disponevano ad una grande offensiva sulla fronte dell’Isonzo, aggiungendo come si ritenesse sicuro che le truppe, le quali avevano così valorosamente difeso quelle posizioni per più di un anno, avrebbero resistito ad ogni tentativo del nemico. L’ordine fu ricevuto proprio domenica a mattina. Cominciava il bombardamento. Terribile! A Gorizia vi era molta confusione. Staffette, ufficiali, generali, andavano e venivano. Molto preoccupati. Alle sei tutti dicevano: Gorizia è perduta! Le comunicazioni con le posizioni erano interrotte».

E dopo qualche istante, col gesto di chi non trova la soluzione di un problema:

«Lo straordinario è che le posizioni erano molto imprendibili!».