Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/169

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

per le praterie mongole 123


genialmente alla lampada da saldare, che fa parte dell’attrezzatura di ogni automobile. Questi erano fuochi di bivacco, intorno ai quali, in maniche di camicia, ci affaccendavamo attivamente. Du Taillis sorvegliava la cottura di una zuppa meravigliosa che si compra a tavolette come la cioccolata, e che contiene tutti i principi della nutrizione. Io, con la lampada da saldare, cercavo d’indurre una pentola all'ebollizione. La cucina, come si vede, era interamente affidata al giornalismo; ma, mi dispiace per l’onore Nel deserto di Gobi. — Una carovana di carri a cammello. del giornalismo, i risultati nel campo italiano furono deplorevoli. Il nostro pranzo puzzava di benzina, di petrolio e di grasso. Sopraggiunsero tre mongoli a cavallo. Li avevamo incontrati e sorpassati qualche ora prima. Uno di loro, un giovane dalle forme atletiche, era vestito di seta paonazza, con un cappello a punta di seta gialla ricamata, ed aveva l’aria d’un capo. Discesero di sella, misero le pastoie ai cavalli, distesero dei tappeti vicino a noi, accesero un fuoco (con quel tal combustibile che sapete, del quale i mongoli in viaggio portano sempre un sacchetto) e si