Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/242

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
194 capitolo ix.


Il Governatore però, ad onta del terribile apparato del quale si circondava, era il più fine e il più benigno dei cinesi. Parlò senza dire, da perfetto diplomatico, sorrise a tutti, rise di tutto, prese il thè, e se ne riandò col suo palanchino in equilibrio e la sua scorta galoppante. Ricevemmo anche una visita del Generale tartaro. Egli rimase profondamente impressionato dalla notizia che la nostra automobile aveva la forza di quaranta cavalli. Diamine, avevamo quasi più cavalleria di lui. Un grave problema militare si affacciava alla mente del generale tartaro, un dubbio lo tormentava: esisteva in Europa una cavalleria montata su automobili? Se esisteva, erano perfettamente inutili tutti i generali tartari messi a guardia dei confini dell’Impero celeste. Dieci automobili avrebbero preso la Mongolia in quattro giorni. Lo rassicurammo, la cavalleria montata sui cavalli-vapore non esisteva. Egli ne dimostrò molta soddisfazione.

Alla sera un ufficiale mongolo, conducendo a mano un carretto (gli ufficiali mongoli sono modesti) si fermò alla porta di servizio della Banca, ed esibì un foglio di carta rossa sul quale risaltavano dei caratteri cinesi. Il foglio era un biglietto da visita del Governatore, e accompagnava dei regali. I regali stavano nel carretto e si rifiutavano ostinatamente di scenderne: erano due superbi montoni che l’ufficiale indusse all’obbedienza. Con i montoni, delle bottiglie di vino russo e delle scatole di conserve. Deposta in terra tutta questa roba, l’ufficiale mongolo, che aveva il cappello ornato dal bottone di mandarino di sesta classe, volle che constatassimo che il carretto era vuoto, e che egli non aveva rubato niente. Del che facemmo fede.

Ad Urga trovammo il nostro terzo deposito di benzina e di olio, l’ultimo della Mongolia, trasportato per carovana da Pechino. Il quarto deposito l’avremmo dovuto trovare a Kiakhta, arrivatovi per la via della Siberia. Era giunto a Kiakhta? Tutta la preparazione logistica del viaggio era pronta? Nessun ritardo, nessun disguido ci avrebbe fermati a mezza via per mancanza di combustibile e di lubrificante? Queste domande ci rivolgevamo con