Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/308

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258 capitolo xi.


che sono sull’antica strada del Pacifico. Naturalmente, come le case, le caserme, le chiese, anche l’arco di trionfo è sempre di legno, per quanto talvolta simuli ingenuamente d’esser di marmo o di pietra. Tutti questi archi furono eretti in occasione del passaggio dell’attuale Imperatore Nicola II (allora era Zarevich) di ritorno da Wladivostok ove aveva inaugurato i lavori della ferrovia transiberiana. Egli è forse l’unico Imperatore di Russia che abbia attraversato tutto il suo Impero. L’avvenimento meritava bene di essere ricordato con archi di trionfo — siano pure vegetali.

Non trovammo nessuna traccia del nostro deposito. Ma il principale droghiere consentì a venderci tutta la sua benzina — una cinquantina di litri — che rappresentava presso a poco quella dell’intero paese e territori circostanti. Laggiù la benzina si adopera diffusamente ma a gocce, perchè non è uscita ancora dal primo periodo della sua esistenza sociale: quello dello smacchiamento.

Verkhne-Udinsk è una città di soldati, il gran centro militare della Transbaikalia. Laggiù vedemmo le nuove uniformi di guerra dell’esercito russo, ideate purtroppo a guerra finita, quando la visibilità delle monture aveva già fatto strage di soldati ed era stata una non piccola causa dei rovesci in Manciuria. Ma adesso, su tutte le frontiere vigila il cosacco in khaki; è una grande tradizione che tramonta. Nella sera squillavano dei segnali di tromba dalle caserme bianche dell’alta città; delle pattuglie passavano per le vie con il fucile in spalla; un tintinnare di sciabole e di speroni risuonava sui marciapiedi di legno; numerose sentinelle si mettevano in fazione alle soglie degli edifici pubblici e delle banche. Persino il telegrafo era occupato militarmente: soldati alla porta, soldati con fucile e baionetta inastata nella piccola sala del pubblico, negli uffici, avanti la cassaforte. Mi pareva di scrivere i miei dispacci nell’anticamera di qualche prigione.

Alloggiammo nella migliore Gostinitza, un vecchio albergo di legno pieno di enormi stufe e di letti senza lenzuola, traman-