Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/31

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introduzione xxi


In lui nulla di servile: la sicurezza assoluta del suo merito, il senso acuto della propria responsabilità e l’opera intelligente prestata, con disinteresse e con attaccamento d’amico, a chi ha potuto ispirargli fiducia ferma e che egli ritiene capace di apprezzare le sue grandi qualità d’intelligenza e di cuore.

Fuochista a quindici anni sulla locomotiva condotta dal padre, lo perdette in uno scontro ferroviario nel quale egli stesso rimase ferito. Da dieci anni è passato con me di macchina in macchina, ha lavorato nelle officine, si è provato su tutte le strade d’Europa, guadagnando in prudenza, in coraggio freddo e silenzioso, in capacità ingegnosa e tecnica — e oramai ha avuto la conferma del suo valore negli applausi che l’hanno accolto vittorioso. È romagnolo, e tutte le forze d’impeto e di tenacia della sua razza vibrano in lui attive e fattive.

Ma un altro fattore di successo fu l’ambiente creatosi intorno a noi.

E qui come si fa a rendere efficacemente l’importanza, a valutare l’influenza che ebbero nella riuscita del nostro tentativo: la benevolenza dei governi, la simpatia delle popolazioni, l’aiuto, il conforto, l’incoraggiamento anche solo morale, prodigatoci da tanti ignoti che ci furono per pochi istanti affettuosi amici e che abbiamo perduto di vista per sempre?

Ella potrà, con la vivacità del Suo stile, rievocare, a traverso le vicende del nostro viaggio, tante figure di esseri buoni che si adoprarono per noi e che non potemmo singolarmente ringraziare. Ella dirà: come fummo assistiti dai nostri rappresentanti all’estero, dal Governo chinese e da quello russo, dalle burocrazie di tutti i paesi attraversati, che tutte, compresa la nostra, trovarono per noi un’ignota e inattesa elasticità di concetti.

Ella fisserà la fisionomia dei “coolies„ chinesi: nudo il busto bronzeo fino alla cintola, il volto impassibile sul quale lo sguardo, che nulla dice all’Europeo, mette una luce ambigua, duri alla fatica come il metallo nel quale sembrano forgiati.

Ella scolpirà i cavalieri Mongoli rozzi e fieri, ammantati nelle lunghe vesti, olenti l’acre fetore del gregge e della