Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/313

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sulle rive del baikal 263


noi e le zeppe. Cento volte avremo ricominciato, ora a zig-zag, ora in linea retta. Il motore strepitava, mandava in fumo tesori di benzina, si riscaldava, pareva irritato anche lui. Non v’era più un palmo di strada, ai piedi della salita, che non fosse stata solcata dalle ruote; pareva arata.

— E pensare — esclamavamo guardando il cielo in cerca d’un indizio di sereno — pensare che mezz’ora di sole renderebbe questa strada eccellente!

Il sole pareva impermalito da tutto il male che avevamo detto di lui nel deserto. Pioveva sempre. Ci venne un’idea: quella di mettere attraverso la strada delle fronde d’albero. Ed eccoci intenti alla potatura di giovani pini, a trasportare frasche bagnate, a disporle. L’automobile prese la rincorsa, arrivò sui rami, con due turbinosi giri di ruote li gettò dietro come fa della terra il cane che scava, si fermò soddisfatto dopo aver distrutto il nostro lavoro, e tornò indietro a strattoni, brontolando. Avevamo esaurito tutte le nostre risorse. Che fare? Ritornare a Verkhne-Udinsk in attesa del tempo buono? Accamparci sul posto? Andare in cerca di mujiks per farci aiutare? Discutevamo tutti questi progetti, quando Borghese ne propose un altro: studiare se v’era il modo di fare a meno della strada passando da un’altra parte.

Ora, a sinistra del sentiero v’era un boschetto folto, una impenetrabile barriera di piante; a destra, più in alto della strada, v’era uno stretto prato; e al di là del prato un precipizio in fondo al quale scorreva la Selenga. Si poteva entrare nel prato al piede della salita, e uscirne alla cima. Il prato declinava dalla parte del precipizio. Ettore vi condusse la macchina, velocemente. Vicino alla sommità la vedemmo rallentare, poi volgere improvvisamente a destra, verso il vuoto....

— A sinistra! a sinistra! — urlò il Principe concitato.

Ma l’automobile con un rapido movimento s’era di nuovo gettata a sinistra e scendeva sulla strada. Aveva fatto quella manovra pericolosa per riprendere forza profittando del declinare del prato verso il ciglione. Demmo un gran sospiro di sollievo, guar-