Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/415

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tomsk la dotta 357


segni di croce col pollice sulla radice del naso; ma gli uomini non mostravano d’aver paura del diavolo, specialmente accorgendosi che il diavolo offriva loro il modo di guadagnare qualche rublo.

— Andate, andate! — si sentiva dire da voci piene di buon senso — Se è il demonio che lo muove, perchè il demonio non lo tira fuori dal fango?

Già, perchè? L’argomento era persuasivo; e i mujik, anche i più timidi, arrivavano in massa, diguazzando nella mota con In Siberia. — A bordo di un ferry-boat. i stivaloni mastodontici, e spingevano cantando, per aiutarsi nel rude lavoro. Non mancava legname, e quando la forza degli uomini non bastava, comparivano lunghe travi, portate dalla moltitudine come catapulte, e costruivamo con esse le nostre poderose leve che sollevavano la macchina e ci permettevano d’incastrare sassi o ceppi sotto alle ruote. Questi lavori di disincaglio duravano sempre qualche ora. In alcuni villaggi, dopo gli uomini sopraggiungevano le donne; e spesso le fanciulle più belle, riunite in coro, cantavano in nostro onore, chi sa per quale antica usanza verso gli ospiti, per quale patriarcale e poetica consuetudine.