Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/445

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sulla steppa 387


glio. Molte industrie, ieri quasi ignote, laggiù cominciano a sorgere e ad avere un’importanza nel mercato mondiale. Un treno speciale, munito di frigoriferi, passa ogni giorno i confini della Siberia portando un carico di burro fresco che finisce per due terzi sulle mense inglesi, e nello scorso anno sono stati ben cento milioni di franchi di burro che la regione fra Omsk e Kurgan ha esportato. La Siberia tradizionale, la desolata terra dell’esilio, il gelido paese dei lupi affamati, non esiste più, se mai è esistita. Essa si rivela un paese più ardito della Russia e più ricco. Nessuno può dire ora, allo spettacolo del suo primo risveglio, che cosa l’avvenire le riserbi.

All’albergo fummo ricevuti cordialmente da un comitato locale della Pechino-Parigi, formato in parte di stranieri, d’inglesi, di tedeschi, di norvegesi, rappresentanti di grandi case commerciali ai quali molto si deve dell’impulso di vita nuova che agita quelle regioni. Dal balcone dell’albergo qualcuno gridò:

— Viva l’Italia!

Guardammo in su e vedemmo un signore che sventolava il cappello, e che, dopo averci salutato così dall’alto, discese a salutarci in modo più intimo. Era un corrispondente inglese mandato ad incontrarci dal Daily Mail, un simpatico collega che da Omsk ci seguì poi in ferrovia per il resto del viaggio; e divenne un caro compagno delle grandi tappe.

Decidemmo di fermarci ad Omsk due giorni. Avevamo bisogno di riposo. Viaggiando eravamo sorretti dall’eccitazione nervosa d’una vigilanza continua. Correre, anche se non avvenivano incidenti, equivaleva ad un lavoro febbrile. Quando ci fermavamo sentivamo improvvisamente pesare su di noi una prostrazione indicibile. Tutte le veglie e tutti gli sforzi passati si facevano risentire ad un tratto, insieme; pareva che tornassero a reclamare il loro compenso di riposo. La nostra media di sonno era di quattro ore al giorno. Quando arrivavamo alla tappa, ogni sera, dopo una sommaria toilette, avevamo del lungo lavoro da compiere. Borghese, con l’aiuto della polizia, si dedicava alla