Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/489

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dal kama al volga 427


— Buona sera! Volete indicarci dove è la Zem....

Inutile completare la frase. Le donne erano rientrate precipitosamente nella casa, gridando di spavento, e chiusero di colpo i battenti.

— Ahi! — borbottammo. — La migliore cosa che ci possa capitare questa sera è di dormire a stomaco vuoto e all’aria aperta!

Passammo avanti ad una casa di aspetto agiato, tutta verniciata di azzurro, con le finestre contornate di bianco.

— Qui ci dev’essere della gente d’un certo rango, — dicemmo — ed è sperabile ci facciano una migliore accoglienza.

Bussammo alla porta. Silenzio. Bussammo ancora. Nessuno rispose.

— La casa è vuota! — esclamammo.

No, non era vuota. Udimmo un bisbigliare di voci all’interno, un rumore di passi precipitosi sui pavimenti di legno, un bussare d’usci chiusi fortemente, uno stridere di chiavistelli.

Come vincere la paura che ci circondava? Ci accorgemmo che gli abitanti erano desti e, scesi sulla strada, spiavano il carro misterioso. Non era piacevole rimanere così, perchè non era assolutamente da escludersi la possibilità che qualcuno ritenesse opera meritoria tirare una buona fucilata contro il demonio. Borghese osservò:

— Basterebbe che uno solo si avvicinasse; gli mostrerei le lettere ufficiali e saremmo subito onorevolmente ospitati.

Poi, colpito da un’idea, cominciò ad arringare quella gente troppo timida, che si assiepava a cinquanta passi da noi, pronta alla ritirata. Intraprese la spiegazione dell’automobile:

— Questa — diceva — è una macchina simile ai battelli del Kama e alla ferrovia. Venite a vederla! Venite avanti! Non c’è pericolo! Funziona per mezzo della benzina, ecc.

I più arditi si avvicinarono. Gli altri li seguirono, e si formò in breve un cerchio di persone che cominciò a persuadersi che