Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/519

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dal volga alla moskwa 457


col Console d’Italia, con l’Agente commerciale d’Italia, che avevamo già incontrato a Nishnii-Nowgorod, con i membri dell’Automobile-Club, della Società ciclistica, della Colonia italiana. Io mi trovo fra numerosi colleghi: il corrispondente del Matin, il quale comunica al Principe le congratulazioni del suo giornale — a cui si deve la geniale idea della Pechino-Parigi —; ritrovo il confratello del Daily Mail che ci segue in ferrovia da tappa in Panorama di Wassilsursk sulla Sura, confluente del Volga. tappa; e molti giornalisti esteri. Vi sono delle signore. Una di esse, con pensiero squisito, depone sulla nostra macchina un ciuffo di rose, quasi per fare un po’ di festa anche a lei, che ha tanto merito se siamo arrivati. Un rinfresco ci viene offerto dal presidente dell’Automobile Club in un’isba vicina — una rozza casetta di legno i cui abitatori guardano con stordimento una così straordinaria ed elegante invasione.

— A Mosca! A Mosca! — si grida.

Verso le due riprendiamo il cammino, seguiti da tutte le automobili.