Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/531

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lasciando la russia 467


Attraversiamo il Kremlino, intorno al quale la spopolata e silenziosa cittadina si stringe, quasi spaurita cercando ancora la protezione delle forti muraglie merlate, e usciamo da Nowgorod per la Bolschaja Peterburskaja, la “Grande via di Pietroburgo„. Corriamo subito per l’aperta campagna.

Passiamo lunghe ore di noia, silenziosamente, sotto il flagello della pioggia, confortati dal pensiero di Pietroburgo vicina. Cominciamo presto a trovare villette, giardini, parchi, tutti i segni dell’appressarsi di una grande metropoli. Poi un fumo denso, basso, nero all’orizzonte: sono officine. Una pietra miliare ci avverte che siamo a 20 verste da Zarkoje-Selo. Sono le otto. Abbiamo percorso 120 verste in quattro ore.

Improvvisamente arriviamo vicino ad un’automobile ferma. Ci aspetta. E incaricata di pilotarci. Un rapido scambio di saluti, strette di mano, ed eccoci dietro al pilota per gli ampi viali che conducono alla famosa residenza imperiale. La pioggia è cessata.

Attraversiamo la pianura delle riviste militari, che tante volte ha risuonato per il passaggio delle sotnie cosacche sfilanti al galoppo davanti all’Imperatore urlandogli in cori formidabili il saluto della fedeltà. La troviamo deserta, scialba, triste. C’ingolfiamo nel verde dei parchi, bordeggiamo laghetti, passiamo fra giardini fioriti dei quali la pioggia ravviva i colori. Intravvediamo in mezzo agli alberi la sontuosa villa imperiale circondata dalle sentinelle.

La sabbia rende la nostra corsa silenziosa: le automobili scivolano, volano, inseguendosi. Incontriamo un gruppo di cosacchi della guardia, a cavallo; gli ufficiali riconoscono la nostra vettura e ci salutano.

Usciti dai parchi corriamo verso Pietroburgo, quando ad una svolta siamo fermati da un urrah! entusiastico: una fila di automobili ci aspetta. Scendiamo, e veniamo subito circondati da una folla festosa. Salutiamo l’attaché militare italiano, che reca al Principe le congratulazioni dell’ambasciatore. Troviamo il Console d’Italia, grande numero di soci dell’Automobile Club di Russia, fra i quali il segretario che ci comunica i saluti a nome di tutti