Pagina:Barzini - La metà del mondo vista da un'automobile, Milano, Hoepli, 1908.djvu/66

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24 capitolo ii.


corazzata, un apparecchio da guerra. È vero che, per i grandi serbatoi di benzina, poteva anche sembrare un meno terribile attrezzo somigliante in modo vago ad un qualche complicato carro da inaffiamento....

Per i rifornimenti lungo il tragitto, il Principe aveva affidato l’incarico alla ditta russa Nobel di stabilire depositi da Kiakhta a Mosca, distanti in media 250 chilometri l’uno dall’altro. La benzina e l’olio che noi potevamo portare sarebbero stati sufficienti per mille chilometri, e questo bastava a concederci una certa libertà d’itinerario. La famiglia Nobel è proprietaria di quasi tutte le miniere di petrolio siberiane, possiede in ogni città della Siberia grandi depositi e stabilimenti di raffineria, ha sempre vagoni suoi speciali in moto su tutte le linee ferroviarie, e carovane di carri in moto su tutte le strade. Essa s’interessava molto all’esperienza d’una traversata automobilistica della Siberia, dalla quale poteva derivare un futuro sviluppo dell’automobilismo in quelle regioni, e un futuro bisogno della sua benzina. Nessuno avrebbe dunque potuto meglio della casa Nobel organizzare il nostro servizio di rifornimento, per il quale il lavoro cominciò fin dal mese di marzo.

La Banca Russo-Cinese, che ha pure un interesse diretto ad ogni miglioramento delle comunicazioni e degli scambi nell’Estremo Oriente, si rese molto utile al Borghese fornendogli preziose informazioni sulle strade, sugli abitanti, sul costo delle cose necessarie. Fece di più; si assunse l’incarico del trasporto della benzina e dell’olio attraverso la Mongolia, e incaricò le sue sedi di Kalgan, Erga, Kiakhta, Verkhne-Udinsk, Irkutsk, di aiutarci in ogni modo che fosse stato loro possibile. La Banca Russo-Cinese, ci preparò veramente, lungo il principio della nostra strada, il conforto della più cordiale ospitalità.

I preparativi erano completati dall’acquisto delle migliori carte delle regioni da attraversarsi: carte tedesche dell’“Ost-China „; carte dello Stato-maggiore russo, all’1 per 250 000 edite dall’Istituto cartografico di Pietroburgo; carta delle “Comunicazioni dell’Impero Russo„ pubblicata dal Ministero delle Comunicazioni.