Pagina:Barzini - Sui monti, nel cielo e nel mare. La guerra d'Italia (gennaio-giugno 1916), 1917.djvu/33

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problemi inattesi della guerra 23


esercito combatte, costretto ad una continuità prodigiosa di supremi ardimenti da avversità di condizioni che la guerra moderna ha imposto e che nessuno al mondo immaginava possibili. Per raggiungere ogni successo tattico, che appare minuscolo sulla carta, è indispensabile uno sforzo che in altre circostanze avrebbe condotto ad irruenti movimenti di conquista, profondi, travolgenti, definitivi. L’attacco di un «trincerone» impegna da solo gli effettivi di una grande battaglia di vecchio stile, e costa molto di più in energia, in eroismo, in sofferenza, in tempo e in sangue.


Inevitabilmente la lotta di trincea si è stabilita su tutta la nostra fronte come su quella francese, con questa differenza: che il terreno accumula contro di noi immense difficoltà naturali, facendo della nostra fronte il più aspro campo di battaglia di Europa. Ma in Francia nessuno dei combattenti si trova nella necessità di prolungare incessantemente l’attacco sulle linee avversarie.

Dopo gl’inutili tentativi, sanguinosi e ostinati, compiuti nel novembre dello scorso anno in Fiandra per arrivare a Calais, l’esercito tedesco ha rivolto la sua attività verso il più facile terreno di manovra offertogli dalle pianure polacche; ha cercato ad oriente quei punti di minore resistenza che non trovava ad occidente; esso poteva scegliere nuove vie all’of-