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il trionfo della trincea 27


attacca si moltiplica. Questo principio aveva avuto del resto delle applicazioni classiche.

Durante la seconda fase della battaglia di Mukden il generale Oku, sfinito dalla controffensiva russa, telegrafò a Oyama: «Non posso più resistere, perciò attacco» — e attaccò paralizzando l’azione del nemico. Quando il generale Radico Dimitrieff alla testa di una armata bulgara si trovò inopinatamente a contatto con l’intero esercito turco fra Kirkilisse e Lule Burgas mentre il resto dell’esercito bulgaro era ancora lontano due giorni di marcia, attaccò su tutta la fronte, inchiodò il nemico con una offensiva violenta, che diede il tempo alle altre armate bulgare di arrivare e di vincere. In ogni paese la preparazione della guerra era studiata per l’applicazione di questo principio dell’offensiva.


Agli scopi di grandi azioni di movimento si erano apprestati le armi, i piani e i metodi; la difesa passiva s’intendeva affidata alle poderose fortezze corazzate, che avrebbero imperniato la manovra delle masse. E la guerra cominciò con un’attuazione generale di progetti offensivi. Mentre l’esercito tedesco attaccava il Belgio, l’esercito francese attaccava violentemente in Alsazia, poi attaccava in Lorena, poi attaccava nel Lussemburgo. Non riuscì in Alsazia per errori attribuiti al comando locale, che fu sostituito; non riuscì in Lorena per in-