Pagina:Barzini - Sui monti, nel cielo e nel mare. La guerra d'Italia (gennaio-giugno 1916), 1917.djvu/41

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il trionfo della trincea 31

asfissianti, e con la solidità dei blindamenti che protegge e trattiene i difensori al loro posto fino all’ultimo istante utile, l’efficacia della difesa sopra fronti trincerate è aumentata in proporzioni gigantesche, favolose e inaspettate, mentre l’assalto è rimasto quello che è sempre stato: il precipitarsi di una folla ardimentosa. E nulla può eliminarlo, nulla può sostituirlo: bisogna che sia.

Fare che di fronte a queste immense difficoltà l’assalto possa avvenire, fare che l’assalto arrivi contro tutto e contro tutti, fare che l’uomo solo avanzi e vinca, ecco in poche parole la questione alla quale si annodano tutti i problemi della guerra attuale, della guerra nostra: problemi complicati, delicati, sorprendenti, che variano da luogo a luogo, da ora in ora, che richiedono esattezze di calcolo, sforzi d’inventiva, prodigi di valore, per la soluzione dei quali bisogna tener conto di strani particolari, delle condizioni di luce, dello stato del suolo, di infinite minuzie. La mancata esplosione di qualche tubo sotto ad un reticolato; una pioggia improvvisa, il rivelarsi di una mitragliatrice nemica in un punto piuttosto che in un altro, possono essere ragioni di mutamenti di piani, di rinvii di azioni, di spostamenti, di soste, di rinunzie.

Quelle regole tattiche dell’offensiva che sembrarono eccellenti fino al novembre del 1914, sono assurde nel novembre del 1915. Si rite-