Pagina:Barzini - Una porta d'Italia col Tedesco per portiere, Caddeo, Milano, 1922.djvu/94

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— la facoltà di richiedere sotto la sua responsabilità tutti i passaporti che vuole per i clienti che vogliono entrare in Italia. Un’organizzazione così possente come quella degli albergatori, che è il sole nel sistema planetario degli affari atesini, e che gode di simili privilegi, non poteva sfuggire all’influenza sovrana del Deutscher Verband. Non fa apertamente della politica, perchè c’è anche una grande clientela italiana, le cui lire pesano più delle corone e dei marchi, ma si adopera agli scopi del Verband con quella cautela ossequiosa che distìngue ogni perfetto locandiere. A Merano lo spirito del «Comitato di cura» si rivela da una quantità di indizi. All’ingresso del Kurhaus, i dati annuali dell’affluenza dei forestieri sono descritti da grafici colorati sopra un enorme quadro: vi si vedono diagrammi vertiginosi di prosperità, fino al 1914, poi quelli declinanti della miseria, fino al 1918, poi il resto è in bianco, il periodo italiano è soppresso per non confessare che si è ritornati alle migliori linee della fortuna e non cancellare così negli ospiti l’inganno sulle sofferenze del paese oppresso sotto al tallone dell’invasore. Un’altra inezia: la musica pubblica che ogni sera allieta i forestieri al Kurhaus si eclissa quando c’è una festa nazionale italiana, perchè l’aria purissima non sia contaminata dalle nostre arie patriottiche. Un «Comitato di cura» deve badare a queste cose. Basta; simile ente, godendo della facoltà straordinaria di chie-