Pagina:Battisti, campagna autonomistica, 1901.djvu/46

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Una protesta1





Cittadini!

Come schianto di fulmine capitò fra noi l’annunzio di nuove sopraffazioni a nostro danno compiute dalla dieta d’Innsbruck.

Si sanzionò dapprima una serie di progetti coi quali si davano al Tirolo ben 2 milioni e mezzo di corone da spendersi in pubblici lavori, mentre al Trentino si destinava un briciolo di appena 28.000 corone. Venne poi la legge su Fassa colla quale si decretava l’introduzione della lingua tedesca nelle scuole, di Fassa, preludio evidente al progettato distacco di quelle valli dalla regione trentina, per aggregarle ai paesi tedeschi.

Queste imposizioni, deplorabili perchè costituiscono un’offesa veramente grave ai più vitali interessi del paese, ebbero per contraccolpo il salutare effetto di scuotere tutta la regione da lungo tempo immersa nel sonno e nell’ignavia. Giacché purtroppo è doloroso il dover constatare che, mentre sono andati crescendo con vertiginosa celerità le soppraffazioni a nostro danno, e nuove procelle e nuovi nembi si scatenavano su di noi, le nostre voci di protesta si son fatte sempre più deboli e fioche, parvero quasi un’eco remota e lontana di battaglie



  1. Le ragioni che determinarono il comizio in cui fu tenuto questo discorso sono esposte a pag. 31. Il sunto del discorso lo riportiamo testualmente dal Popolo del 23 Giugno 1900.