Pagina:Beccaria - Dei delitti e delle pene, 1780.djvu/80

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46 Dei Delitti

ca, che in quanto influisce su gli altri colla lusinga della impunità. Se egli è vero, che sia maggiore il numero degli uomini che o per timore o per virtù rispettano le leggi, che di quelli che le infrangono, il rischio di tormentare un innocente deve valutarsi tanto più, quanto è maggiore la probabilità, che un uomo, a dati uguali, le abbia piuttosto rispettate che disprezzate.

Ma io aggiungo di più, ch’egli è un voler confondere tutti i rapporti, l’esigere che un uomo sia, nello stesso tempo, accusatore ed accusato; che il dolore divenga il crociuolo della verità, quasi che il criterio di essa risieda nei muscoli e nelle fibre di un miserabile. La legge, che ordina la tortura, è una legge che dice: „Uomini, resistete al dolore; e se la natura ha creato in voi uno inestinguibile amor proprio, se vi ha dato un inalienabile diritto alla vostra difesa, io creo in voi un affetto tutto contrario, cioè un eroico odio di voi