Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/147

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contraevano matrimoni, assumendosi così la responsabilità paterna, ciò che poteva parere un rischio colpevole. Uno dei nostri scrittori dice, a proposito dell’amore, che, togliendo dalla vita degli uomini e delle donne, il pensiero del proprio sostentamento, vi si è formato un vuoto che vien colmato dall’amore. Ciò però è un po’ esagerato; del resto il matrimonio influisce sì poco sugli impieghi delle donne, che i posti superiori dell’esercito industriale femminile, sono concessi soltanto a spose e madri, che allora soltanto la donna rappresenta perfettamente il suo sesso.»

«Le donne ricevono esse, come gli uomini, biglietti di credito?»

«Certamente.»

«Ma però il credito loro sarà minore, giacchè, in causa dei loro doveri domestici, saranno spesso costrette ad interrompere il loro lavoro?»

«Minore?» esclamò il dottor Leete; «oh no! La rendita è uguale per tutti i nostri operai: è questa una regola che non soffre eccezioni; ma quand’anche l’interruzione di cui parlate dovesse arrecar con sè una differenza, essa farebbe aumentare il credito della donna anzichè diminuirlo. Qual servizio può esser più importante e meritare maggiormente la riconoscenza della nazione, che quello di darle figli e di educarli per essa? Secondo noi nessuno merita tanta gratitudine, quanto i buoni genitori, non v’è compito più disinteressato di quello di crescer figli, i quali, dopo la nostra morte, rappresenteranno il mondo.»

«Da ciò risulterebbe che, relativamente al loro sostentamento, le donne non dipendono affatto dai loro mariti?»

«Naturalmente,» replicò il dottor Leete, «non più che i figli dai loro genitori, dal lato però del mantenimento, che non li liberiamo in nessun modo dal loro doveri d’amor figliale. Quando sarà grande, il fanciullo aumenterà, col suo lavoro, la fortuna pubblica e non quella dei suoi genitori; è quindi ben naturale che venga allevato a spese dello stato.

Ogni persona, marito, moglie o figli, fa sempre i propri conti direttamente con la nazione e mai con l’aiuto di mediatori; bisogna però naturalmente fare eccezione dei genitori, i quali, fino


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