Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/153

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Il dottor Leete si mise a ridere e la signora Leete ed Editta ebbero l’aria di prendersi giuoco della mia domanda.

«Ma, signor West,» disse Editta, «voi ci credete assai strani; già al secolo XIX avevate abolito le istituzioni religiose nazionali e volete che noi siamo tornati indietro?»

«Ma come mai una chiesa libera ed una professione ecclesiasiastica non ufficiale, possono andare d’accordo col diritto di proprietà nazionale su tutti gli edifizi e col servizio industriale che vien richiesto a tutti gli uomini?» chiesi.

«Gli usi religiosi del popolo si sono naturalmente assai cambiati in un secolo,» replicò il dottor Leete; «ma anche ammettendo che ciò non fosse, il nostro sistema sociale si adatterebbe benissimo ad esse. Contro garanzia dell’interesse, la nazione impresta ad una o più persone gli edifizi, di cui essi rimangono pigionali fin tanto che pagano. Se poi un certo numero di persone ha bisogno, per uno scopo privato, fuori del dominio nazionale, dei servizi di un individuo, esse possono benissimo procurarselo, naturalmente purchè l’individuo consenta; ed allora fanno come facciamo noi coi nostri redattori, danno alla nazione un compenso per la perdita di servizio da essa subita. Questo compenso corrisponde al salario che, ai vostri tempi, davate all’individuo; e un tale principio lascia ad ognuno l’iniziativa di fare tutte quelle cose che non sono sottoposte al controllo nazionale. Per quanto concerne la predica d’oggi, potete andare in chiesa od ascoltarla stando a casa».

«Come mai posso sentir a predicare, se resto a casa».

«Semplicemente accompagnandoci, all’ora fissata, nella sala di musica e prendendovi una comoda poltrona. Taluni preferiscono ancora le prediche in chiesa; ma per lo più esse non sono più pubbliche ma lette in locali acustici che comunicano per mezzo di fili con le case degli abbonati. Se preferite andare in chiesa, vi accompagnerò ben volentieri; ma credo che non sentirete in nessun posto una predica migliore di questa. Vedo dal giornale che è il signor Barton che predica oggi ed egli non lo fa che per mezzo del telefono e spesso per 150.000 uditori».

«Se anche non mi vi spingessero altre ragioni, soltanto la