Pagina:Bellamy - L'avvenire, 1891.djvu/63

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l’associazione, fu da noi adottato anche nel servizio musicale. Nella città vi sono molte camere da musica che, acusticamente perfette, convengono ad ogni sorta di pezzo. Queste sale comunicano, per mezzo del telefono, con tutte le case della città, gli abitanti delle quali pagano una lieve tassa musicale, e vi garantisco che non v’è nessuno che ricusi di farlo. Il corpo musicale di ogni sala è talmente numeroso che, sebbene ogni singolo esecutore od ogni gruppo abbia un compito brevissimo, il programma giunge ad occupare 24 ore. Su questo biglietto sono indicati quattro di questi concerti, ognuno con carattere diverso; e, premendo il bottone che mette il nostro filo in comunicazione colla sala ove essi vengono eseguiti, potrete udirli tutti e quattro. I programmi poi sono ordinati in modo che, i pezzi eseguiti nelle varie sale permettono di scegliere, non solo fra la musica istrumentale e vocale e fra i diversi strumenti; ma anche fra la musica allegra o seria, a seconda del gusto, e della disposizione d’animo in cui uno si trova».

«Credo, signorina Leete», dissi, «che, se noi avessimo conosciuto una tale istituzione, mediante la quale ognuno può udire, quando vuole, della musica, perfetta come qualità, illimitata come quantità, ci sarebbe parso di aver raggiunta l’estrema felicità e non avremmo pensato a fare nuovi perfezionamenti».

«Non ho mai potuto capire come un amatore potesse sopportare di ascoltar la musica, eseguita col vostro antico sistema», replicò Editta. «La musica veramente buona non dev’esser stata accessibile alla massa del popolo, ma soltanto ai privilegiati e ciò con gran fatica e grandi spese e per un tempo assai breve, dipendente dalla volontà di un terzo. I vostri concerti, per esempio, e le vostre opere! Come doveva esser noioso il dover sobbarcarsi, per gustare uno o due bei pezzi, a sentire dell’altra musica che forse non piaceva affatto! In un pranzo si possono rifiutare le vivande che non piacciono; chi mai potrebbe costringere un individuo a mangiar di tutto? e mi pare che l’udito sia altrettanto sensibile quanto il palato.

Questa difficoltà di procurarsi il piacere di udire della musica realmente buona, vi costringeva certamente a sopportare il canto