Pagina:Benedetto Giovanelli - Trento città d'Italia per origine, per lingua, e per costumi, 1850.djvu/18

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estese con tal vittoria i confini del suo Ducato.

Gaidoaldo suo successore si sostenne in possesso della parte conquistata sino che visse, ed Alachi, che dopo la sua morte n’ottenne il Dominio, sconfisse un Conte Bavaro, che la faceva da Padrone in Bolgiano, e ne’ luoghi circonvicini, e in tal guisa ingrandì il Ducato con questa Città e colla valle Majense, ossia le pertinenze dell’odierno Merano, ed in conseguenza colle parti montane atesine, come da Paolo Diacono e dalla storia ecclesiastica di que’ tempi si rileva. Anzi quell’autore narrando, come dopo la morte del Re Clefo comandarono in Lombardia i soli Duchi, di trentasei ch’erano, non ne nomina, che cinque, quasichè fossero i soli degni di considerazione, e fra questi quello di Trento.

Sul declinar del settimo secolo perì Alachi, e per qualche tempo di poi le storie non nominano altri Duchi di questa Città, e non possiamo qui ritenerci di compiangere la perdita delle storie de’ Longobardi compilate dal contemporaneo Secondo, il quale per essere stato Trentino, al certo avrà scritto più estesamente delle cose nostre. Solo trovasi in Aribone, che comandava quel Ducato di Trento un certo Conte Usingo di nazione Lombardo, di cui pure il Muratori fa passaggiera menzione. Il Trentino formò dunque anche sotto i Longobardi