Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/55

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

apologhi e novellette 43

lume, ché era molto ricca. Non avendo costei piú da spèndare, fu tocca da Dio, e vennele in pensiero d’andare a santo Ilarione e cosí fece. Giònta a lui gli disse: “Io ho speso ciò ch’io avevo per avere il lume degli occhi; ogni cosa ho dato a medici e medicine.” Allora costui le dimostra come ella poteva fare meglio che ella non fece: che se ella avesse dato a’ pòvari di Dio per lo suo amore ciò che aveva dato a medici e medicine, che come ella era pure inferma, sarebbe stata guarita. Allora essa conoscendo e vedendo e credendo a quello che lui l’aveva detto, e pentendosi non averlo fatto, pregava Iddio le desse sanità, non potendo per altro modo sodisfare se non col pentirsi, non avendo fatto ciò che essa avrebbe voluto fare. Vedendola costui in questa buona disposizione, tolse uno poco di sputo, e poselele in sugli occhi, e subito fu liberata. Solo perché costei ebbe el pentimento con pura e buona fede, fu sanata e ricevè grazia da Dio.


I DANARI DELL’ORTOLANO


Un altro essemplo, pure a nostro proposito, d’uno ortolano, el quale aveva preso per costume e divozione di dare per Dio ciò che esso avanzava da la sua vita in su. Avendo fatto cosí gran tempo, in fine venendo invecchiando, cominciò a entrare in avarizia, dicendo seco medesimo: “Io veggo pure che io invecchio. Oh, s’io dò ciò ch’io avanzo, e e’ mi venisse el bisogno