Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/56

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44 apologhi e novellette

a me, non potendo guadagnare, come farei io?” E entratogli nell’animo di non dare piú, cominciò a ragunare per sé. E istando in questo modo parve che dispiacesse a Dio, e che gli dicesse: “Sí, che tu ti se’ disperato di me, che credi ch’io non ti dia il tuo bisogno, e abandoni e’ pòvari per ragunare! Io ti prometto che tu gli spendarai con molta tua pena, poi che tu non gli vuoi dare per limosina.” E va e mandagli una malattia nel piè grandissima. Costui per volere guarire comincia a spendare questi suoi denari in medici e medicine; e tanto spese a poco a poco, che egli si trovò senza denari e co la infermità. Peggio; ché il medico venendo a lui gli disse: “Sai tu che elli è di bisogno, se tu vuoi campare? Che ti si tagli il piè.” Allora costui dolendosi del male che egli aveva, e del male che aspettava del pèrdare il piè, e simile anco, dice: “Oimmè, che per guarire ho speso ciò ch’io avevo, e ora si conviene, se io voglio campare, che mi sia tagliato il piè!” Non se ne poteva dar pace. A la fine rispose al medico: “Per campare, io so’ contento come io posso; venite domattina a vostra posta, e mettete in pronto e’ ferri vostri, sí che io non istenti di pena.” Che avvenne? Che la notte vegnente el Angiolo di Dio gli apparve, dicendoli: “O tale, come stai?” Rispose costui: “Oh, come sto? Io sto male, però che s’io voglio guarire, si conviene tagliarmi il piè, e domattina aspetto che il medico mel venga a tagliare. “Allora l’Angiolo gli revelò perchèFonte/commento: normalizzo quella infermità gli era adivenuta, dicendoli: “Iddio ti manda questa infermità, perché tu lassasti la limosina