Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/58

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46 apologhi e novellette

figliuoli, l’orso amazzò uno scimiuolo e mangiosselo. La scimia vedendo questo che l’era stato fatto, pareva che gridasse giustizia, e andava quasi a ognuno di quelli della casa: ella si ravolleva ora in qua e in là, d’intorno a chiunque ella vedeva. E vedendo costei che ella non era intesa, uno dí ella si sciolse, e andossene in quello luogo dove stava l’orso; che pareva che ella dicesse: “Poi che altri non fa giustizia del fallo di quest’orso, io ne la farò io stessa.” In quello luogo dove stava l’orso, v’era di molto fieno. Questa scimia pigliava di questo fieno, e si ragunò intorno intorno a quello orso; infine vi misse fuoco e arse l’orso, e fecine la giustizia lei stessa. Vedi che le bestie s’ingegnano che la giustizia sia fatta, e rendere il merito sicondo l’operazione che altri fa.

E qui vedi che la natura tel ditta.


L’ASINO DELLE TRE VILLE


Udiste voi mai la storia dell’asino de le tre ville? Elli fu in Lombardia. Elli è una via con una capannuccia, la quale è di longa a uno molino forse uno miglio. Accordaronsi queste tre ville a tenere un asino a questa capanna, il quale facesse il servigio di portare il grano al molino di queste tre ville. Avenne che uno di queste tre ville andò per questo asino, e mènasene l’asino a la villa, e pongli una buona soma di grano, e mènalo al molino; e mentre che egli si macinava