Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/75

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CHI INGANNA RESTA INGANNATO


Doh! Io ti vo’ dire quello che intervenne una volta a uno mercatante che teneva la sua mercanzia all’umido, perché pesasse piú. Fra il ribollito e ’l rincagnato andò quella volta. Uno mercatante andava per comprare zaffarano da un altro mercatante; e giognendo colui che el voleva comprare a colui che n’aveva da vèndare, disse: “Io vorrei quanto zaffarano io potesse trovare.” Colui disse: “Io ti darò el mio.” E mostratogli, subito colui che l’aveva a comprare cognobbe ch’egli era umido, e disse a colui che gli li vendeva: “Fallo venire alla mia abitazione, e pesarollo e darotti e’ danari.” Costui di subito gli manda perché non rasciugasse e va poi dietro a colui che ’l portava per pesarlo. Come so’ giònti a casa di costui, dice colui che l’ha a comprare: “Fammi una grazia, io non posso attèndare ora a pesarlo; sugellalo e lassalo stare un poco, e ritornerai.” Colui cosí fa, e vassi con Dio. Meffe! Come colui è fuori di casa, subito fa pigliare questo zaffarano e fallo mèttare in uno forno che v’era presso, e come è rasciutto, el fa ripònare dove colui l’aveva lassato. L’altro mercatante viene poi, e pesano questo zaffarano; e prese il suo denaio, e andossene pe’ fatti suoi. Fra el rincagnato e ’l ribollito andò. L’uno il fece diventare umido perché pesasse piú che non era, e


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