Pagina:Bernardino da Siena - Novellette ed esempi morali, Carabba, 1916.djvu/76

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64 APOLOGHI E NOVELLETTE

l’altro el misse nel forno, perché pesasse meno che e’ non doveva, che forse s’asciugò piú che ’l dovuto. E in questo modo colui che credeva ingannare, rimase ingannato.


“FORBETI IL NASO”


Doh! Io vi voglio dire quello che fu una volta qui in Siena. Elli si vendeva una volta la farina alle tina, e uno ne voleva furare costà in sul Campo di notte, e furavane e teneva questo modo. Elli si poneva una tasca in su per le reni, e aveva una campanella, e andava cariponi, e udendo quella campanella, pareva alla gente che elli fusse un porco di quelli di santo Antonio. Elli apriva la tina, e tolleva la farina due e tre e quattro volte la notte, e cosí se ne veniva e andava a portarla alla casa. Avvenne che, essendo stato preso uno ladro e menato alla giustizia, costui che furava ogni notte la farina, diceva: “Elli merita mille forche! Io dico che elli si vuole affadigare e fare come fo io.” E mostrava i calli che elli aveva nelle mani, i quali aveva fatti per andare cariponi. Or a costui si poteva dire: “Forbeti il naso,” quando diceva cosí di colui. Simile si potrebbe dire cosí a una che sarà stata una grandissima ribalda, la quale udirà parlare d’una, a cui sarà aposta una infamia. Or costei si farà ben gagliarda a palesare quella infamia apasta, e dirà: — Elli si dice... si dice... — Che si dice? Che si dice? Sai che ti dico? Va’, forbeti il naso.