Pagina:Bertini - Guida della Val di Bisenzio, Prato, Salvi, 1892.djvu/22

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Topografia. — La Val di Bisenzio, piccola per estensione, ma importante per l’industria agricola e manifatturiera, appartiene al Valdarno fiorentino inferiore sulla destra dell’Arno. Sbocca nella vallata dell’Ombrone pistoiese ad un chilometro e mezzo circa a nord della città di Prato, ad eguale distanza da Firenze e da Pistoia.

È posta fra 43° 51' e 44° 5' 28'' di latitudine nord, cioè dalle estreme pendici di Pizzidimonte alla sommità del M. della Scoperta; e fra 1° 16' e 1° 25' 3'' di longitudine ovest del meridiano di Roma, cioè dai fianchi più verso oriente della Calvana al monte sopra la Cascina di Spedaletto, nel cui dorso settentrionale nascono le due Limentre.

Il suo territorio è diviso in quattro comuni; quello di Vernio a settentrione, di Cantagallo a ponente, di Prato a mezzogiorno, di Barberino del Mugello a levante.

La valle è chiusa a settentrione dall’Appennino, che in bellissima curva si stende per un tratto di 20 chil. circa, dal monte sopra la Cascina di Spedaletto sino alle vette del M. di Mezzana, a levante dal valico di Montepiano, ed ha un’altezza media di 900 metri circa, raggiungendo però la sua massima altitudine nel M. della Scoperta 1300 m. circa sopra il livello del mare.

Dalla estremità meridionale di questo semicerchio appenninico si stacca, nel luogo detto gli Acquiputoli, presso Spedaletto, un bel contrafforte di monti in direzione da ponente a levante, si abbassa alle Cavallaie, si rialza in Javello sino a 984 metri e poi degradando ripidamente alla pianura si divide in tre rami o speroni.