Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/318

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314 Note.

intanto, che se ii freddo clima raffredda mol?

ti poeti; Halltr però noa è freddo, e che son delicatissimi gl’ Idilj d’alcuni, e il poema dell’ Abele, ed altri tali Anacreami e Tcocrii: settentrionali. Ma perchè mancano di Sofoc/i, e d’ Omeri, di Pinduri, e di Calli, machi ? Diranno a noi, che un Petrarca non può soffrirsi o almen gustarsi in Germania ?

E ciò prova appunto, che v’ ha un gusto di clima, e che ogni suolo ha de’ frutti suoi proprj, che non piacciono, o non nascono altrove. Perciò i meridionali h.m più sentimento, più fuoco, più fantasia sino dai Tro.

badori Provenzali, Guasconi, Spagnuoli, ma forse troppo. I climi temperati di Grecia, c d’ Italia fanno i frutti perfettamente saporiti. Ma che diranno l’altre nazioni ? Un italiano poi lamentasi un poco de’ tedeschi, negando lor quasi quell’ attica urbanità, che le lettere ispirano a tutte le nazioni gentili.

Perdoniam loro la scelta de’ nomi ridicoli nelle tragedie di scena italiana, come è quell* ’Emilia Callotti, ( bel titolo di tragedia ) col sig. Martinelli, la contessa Orsina ec., ma tome soffrire l’infamie, che attribuisce il Les-,