Pagina:Bianca Laura Saibante Vannetti - Rime (raccolte da P. L. Ferri), Padova 1834.djvu/8

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tinelli, nel tomo undecimo degli Opuscoli scientifici e letterarii di chiarissimi autori italiani; e le sue poesie trovansi sparse in varie Raccolte e Giornali d’Italia, dai quali è tratto il Saggio che ora si pubblica. Il sommo suo spirito la rendè cara ai Tartarotti, ai Baroni, ai Bettinelli, ai Zucco, la cui costante amicizia onorò lo stato sì maritale che vedovile di lei. La chiarezza, il candore delle prose e de versi suoi sono un’immagine della bell’anima sua. Il nome di lei sembrò non indegno di ricordanza al signor de la Lande ne’ suoi Viaggi d’Italia, come pure al Lami, al Chiaramonti, al Rubbi nelle loro Opere; l’ultimo de’ quali compiacquesi d’assegnare ad essa un posto fra le Protettrici de’ suoi Elogi Italiani; e finalmente il Tiraboschi chiamò le sue prose belle, graziose ed eleganti; e l’unico Metastasio appellò i suoi versi dolci e purissimi, riconoscendovi non pochi lineamenti del Cantor di Valchiusa. Riunì in sè l’avvenenza